L'estate che ci sta lasciando è stata la più calda degli ultimi cinquant'anni e per salutarla degnamente agli Orti Urbani di Largo Veratti si è tenuta una festa vera e propria con musica (con il Trio After Sun), cibo, stand di Emergency e ultima ma non ultima, la presentazione di un libro di cui raccomandiamo la lettura: Ventuno, le Donne che Fecero la Costituzione.
Hanno partecipato al dibattito, moderato da Francesca Vetrugno (assessora Municipio 8): Romano Cappelletto (autore del libro insieme a Angela Iantosca), Beatrice Massaro (docente, attivista e divulgatrice) e Francesco La Groia (volontario di Emergency).
Concedeteci almeno una volta di parlare di argomenti che esulano dall'attività ortistica ma quando si tratta di Costituzione non si va mai fuori tema, sopratutto nei tempi che stiamo vivendo attualmente.
Molti (si spera) conoscono la Nostra Costituzione, perlomeno nei principi fondamentali, probabilmente pochi sanno che a scriverla contribuirono alcune donne: appena 21 su 556 deputati.
Ma non lasciamoci ingannare dal numero esiguo, appena lo 0,6 del totale, quel manipolo di donne aggiunse parole fondamentali che resero la Nostra Costituzione una delle meglio scritte al mondo, distinguendosi per la sua inclusione e modernità che oggi ci appare scontata ma ottant'anni fa gettava uno sguardo sul futuro impensabile per l'epoca. Esemplificativo l'articolo 3 che enuncia i principi fondamentali non escludendo nessuna categoria dai diritti fondamentali dei cittadini.
Il libro è di agile lettura, strutturato in capitoli dove le protagoniste si raccontano in prima persona. Si legge tutto d'un fiato e dopo una pausa di riflessione si può ricominciare, magari approfondendo con qualche ricerca in rete. Le 21 storie ci restituiscono un mosaico di donne molto diverse tra di loro, spesso diametralmente opposte ma che insieme sono riuscite a costruire un trattato costituzionale che rispettasse tutte le ideologie che avevano contribuito a cacciare quella mostruosità chiamata fascismo, responsabile in primis del disastro della guerra appena terminata.
La nostra Costituzione può apparire desueta e invece è straordinariamente moderna e proprio per questo dovrebbe entrare di diritto nei programmi scolastici e guidare tutte le scelte che fanno i nostri amministratori eletti. Già, dovrebbe.
La Costituzione è il nostro passato e il nostro futuro. La Costituzione siamo noi.
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